Tra tutte le tecniche diplomatiche e i momenti storici che hanno segnato i rapporti della Cina con il resto del mondo, la più curiosa oltre che la mia preferita è quella che viene definita Diplomazia del Ping Pong anche conosciuta come Politica del Ping Pong.

Con Diplomazia del Ping Pong si intende quello scambio di visite tra le delegazioni di tennis da tavolo di Stati Uniti e Repubblica Popolare Cinese durante i primi anni ’70.

È stata proprio la visita della squadra americana in Cina un anno dopo la visita del giornalista americano Edgar Snow (famosa per l’apparizione del giornalista a fianco di Mao Tse Tung sul balcone di piazza Tian’anmen) ad aprire finalmente le porte alla prima visita di un presidente americano nella Repubblica Popolare e al riconoscimento internazionale della stessa.

Fino al 1976 la Repubblica Popolare Cinese di Mao Tse Tung non occupava alcun seggio all’ interno delle Nazioni Unite. Al posto suo, il seggio era occupato dalla Repubblica di Cina membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sin dal 1945, quando le NU furono fondate. Nel 1949 però il Partito Comunista capitanato da Mao Tse Tung prese il potere in Cina facendo ritirare la Repubblica preesistente sull’ isola di Taiwan con alla presidenza Chiang Kai-shek.

Nonostante la Repubblica Popolare si proclamasse unico governo legittimo cinese, fino agli anni ’70 non fu riconosciuta a livello mondiale ed è qui che entra in gioco la Diplomazia del Ping Pong.

Durante il 31esimo Campionato Mondiale di Ping Pong in Giappone, la squadra americana fu ufficialmente invitata a visitare la Cina e così, nel 1971, questa fu la prima delegazione sportiva americana a entrare nella capitale Cinese, Pechino. La cerimonia di benvenuto fu tenuta da Zhou Enlai, premier della Cina, che tenne un lungo discorso in onore degli ospiti.

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La squadra di Ping Pong americana e Zhou Enlai.

Lo sport in Cina gode di gran considerazione e non è una coincidenza che sia proprio una squadra sportiva ad essere stata invitata a far visita a Pechino. In quanto paese collettivista, o comunista, la Cina agisce per uno scopo comune, di gruppo, e non individuale ed è per questo che i cinesi riconoscono nello sport un terreno di prova per imparare come condividere e aiutare la comunità per arrivare ad un obiettivo comune.

Inoltre lo sport è amato anche per i suoi benefici sul corpo e, come è noto, per la cultura cinese essere in salute è un valore comune. In uno dei suoi scritti, Mao Tse Tung spiegò che lo sport non era utile solo a fortificare il corpo, bensì era soprattutto utile per migliorare la conoscenza e armonizzare i sentimenti. Questa definizione può essere associata a quello che i Latini intendevano con:

mens sana in corpore sano

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L’idea di comunità e armonia nelle relazioni sono alla base del concetto di squadra sportiva, in questo caso la squadra di Ping Pong. In Cina poi, praticare uno sport è un onore, ecco perché in questa occasione gli atleti furono investiti di una tale importanza.

Furono questi piccoli (ma enormi) gesti pregni di significato che resero possibile, nel febbraio 1972, la visita dell’allora Presidente degli Stati Uniti Richard Nixon nella Repubblica Popolare Cinese a cui è poi seguita una graduale distensione dei rapporti sino-americani fino al riconoscimento della Cina come membro delle Nazioni Unite nel novembre del 1976.

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Informazioni Utili

Se vi interessano le relazioni diplomatiche tra Cina e Stai Uniti, consiglio queste due letture:

  • GROUP G. Comparative Analysis of Negotiation Styles Practiced in the USA and China (Final Report for Cross-Cultural Management IBUS 6002)
  • ROSS, R. S. Negotiating Cooperation: The United States and China, 1969-1989 (Stanford University Press)
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